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Nazionalità
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La mwawnazionalità è il senso di appartenenza ad una mwbanazione per mwbqlingua, mwbgcultura, mwbwtradizione, mwcareligione, mwcqstoria; in questo senso, la mwcgnazionalità coincide con l'idea di mwcwmwdanazione esprimente il complesso di quegli elementi mwdqculturali che caratterizzano la storia di un gruppo etnico.cite-ref-1[1]

Talora i due termini vengono separati per non confondere la mwewnazione - identificata, anche se non sempre in maniera propria, con lo mwfaStato, entità più mwfqgiuridica che culturale - con le mwfgnazionalità che la compongono, come fa, ad esempio, l'articolo 2 della mwfwCostituzione della Spagna del mwga1978.

Nel linguaggio comune in mwggItalia il termine è spesso usato, in maniera errata, come mwgwsinonimo di mwhacittadinanza.cite-ref-2[2]cite-ref-3[3]

Contents

Note

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Storia della nazionalità

Il concetto di nazionalitàcite-ref-4[4] non era ignoto ai mwlaRomanicite-ref-5[5], che per primi coniarono il termine di nazione (mwmqnatio). Tale termine era però da essi utilizzato in preferenza, talvolta con accezione spregiativa, per indicare, fin da mwmgetà tardorepublicana, i popoli non facenti parte del mwmwproprio orizzonte culturale e umano (da essi definiti mwnabarbari).cite-ref-6[6] Per i romani i punti di riferimento fondamentali del comune sentimento di appartenenza etnica erano infatti la mwoqmwogcivitas o la mwowmwpagens. La nazionalità si afferma pertanto in mwpqEuropa solo con l'espansione dei popoli mwpgbarbari i quali concepivano la loro unità nel senso di una comunione di mwpwstirpe e non rapportandola ad un determinato territorio. Lo sviluppo del concetto di nazionalità fu limitato per lungo tempo dal frammentarismo politico e giuridico del mwqaMedioevo. Presso le mwqquniversità italiane del XIII secolo si formarono le cosiddette mwqgmwqwnationes (la mwranatio polacca, germanica...) che non hanno però alcun significato politico ma nascono solo a scopo mwrqassociativo e mwrgcorporativo. Alquanto diverso era il concetto di mwrwnationes nei consessi di carattere sovranazionale: nel mwsaConcilio di Costanza (mwsq1414-mwsg1418)cite-ref-ddft-7-0[7] ad esempio, le cinque nazioni ammesse ad esercitare il diritto di voto (la francese, l'inglese, l'italiana, la germanica e, in seguito, anche la spagnola) si differenziavano fra di loro sulla base delle proprie peculiarità culturali, oltreché territoriali. In mwtwFrancia l'unità mwuamonarchica rappresentò non la nascita di una nazionalità, ma l'unione di unità minori (mwuqAquitania, mwugBorgogna ecc.) e così il sorgere in mwuwGermania del mwvaSacro Romano Impero della nazione tedesca comprendeva le diverse unità etniche dei mwvqSassoni, dei mwvgBavari, degli mwvwAlemanni ecc.

È sul piano degli avvenimenti politici dopo la mwwqRivoluzione francese e in seguito alla mwwgespansione imperialistica mwwwnapoleonica che si risveglia l'idea di nazionalità in Europa.

In questo senso ora nasce l'ideale di nazionalità come atteggiamento mwxqideologico basato sulla impropria coincidenza di mwxgpopolo (inteso come un complesso di persone caratterizzate, in base al mwxwdiritto positivo, come appartenenti allo stesso stato) e nazione, che ha dato luogo, nel corso del mwyaXIX secolo, sia al sorgere di nuovi mwyqstati nazionali sia alla degenerazione dell'idea stessa di nazione nelle varie forme di mwygnazionalismo.

Il principio di nazionalità contro Napoleone

Il principio di nazionalità ispira nel mwagXIX secolo la nascita di nuovi stati unitari in un'mwawEuropa dove l'mwbaimperialismo francese di mwbqNapoleone aveva portato quell'idea di mwbgnazione che presto gli si rivolgerà contro. La mwbwfederazione di stati europei sotto l'egida della "Grande Nazione", che sembrava dar vita alla realizzazione dell'ideale del mwcamwcqcosmopolitismo mwcgmwcwilluministico, si disgregava invece sotto la spinta delle nazionalità.

Ai primi dell'Ottocento il principio di nazionalità è per la prima volta vissuto dalle mwdqmasse contadine che si mobilitano, come nel caso della mwdgresistenza spagnola all'occupazione napoleonica, contro "el rey entruso", mwdwGiuseppe Bonaparte, in nome della difesa della religione cattolica contro l'ateo illuminista francese, del senso di lealtà al loro sovrano mweadinastico, e del loro sentimento nazionale offeso dall'arrogante dominatore francese. Questi mweqguerriglieri spagnoli che causeranno a mwegNapoleone la perdita di decine di migliaia di soldati, come nella battaglia casa per casa per la riconquista di mwewSaragozza, non si rendono conto che stanno combattendo per ribadire le loro catene, che i francesi portatori dei valori dell'mwfa89 avevano in qualche modo pur contribuito a rendere più leggere.

Sono ancora masse contadine russe quelle che per gli stessi ideali, portando in battaglia le mwfgicone, combatteranno e causeranno la mwfwdecimazione del corpo di spedizione napoleonico. Ben diverso il caso della mwgaPrussia indottrinata e resa cosciente del proprio valore di nazione dai "Discorsi alla nazione tedesca" di mwgqFichte. I soldati prussiani si batteranno e vinceranno a mwggLipsia nella mwgwbattaglia delle nazioni (mwha1813) consapevoli di voler liberare la loro mwhqpatria dall'invasore straniero.

La nazionalità e l'equilibrio

Il sentimento di nazionalità reso pericoloso dalle connotazioni rivoluzionarie contadine non a caso sarà sacrificato, in nome del principio dell'equilibrio, dalla reazione del mwjaCongresso di Vienna che con un tratto di penna ridisegnava i confini dell'Europa politica mettendo da parte ogni aspirazione alla nazionalità, in nome della quale quei popoli si erano battuti contro Napoleone.cite-ref-8[8]

La polizia internazionale della mwkgSanta Alleanza interverrà affannosamente a sedare i vari moti mwkwliberali e nazionali che si accenderanno in Europa riuscendo non sempre a ristabilire quell'ordine che aveva ispirato tutta la politica di mwlaMetternich.

Ciononostante l'artificiosa creazione del mwlgRegno Unito dei Paesi Bassi che univa belgi e olandesi, mwlwvalloni e mwmafiamminghi ed economie contrapposte, si sfaldava sotto la spinta degli interessi borghesi e degli stati, come la Francia, che in nome del mwmqprincipio del non intervento, li sosteneva.

I montanari greci si batteranno contro i mwmwmusulmani turchi, in nome della loro religione ortodossa, ricevendo l'appoggio interessato non solo dei mercanti greci, i "mwnafanarioti", ma anche dei Russi difensori degli mwnqortodossi, per l'mwngindipendenza tuttavia raggiunta solo nel mwnw1830 con l'intervento decisivo delle potenze europee nell'annosa mwoaquestione d'Oriente.

Nazionalità e mercato unitario

Verso il mwpw1830 cambia il senso di appartenenza alla nazione che viene vissuto dalla mwqaclasse borghese come l'esigenza di raggiungere un'unità economica, prima ancora che politica. È l'unità del mwqqmercato quella da conseguire come premessa di una futura unità politica. Così nel mwqg1834 lo mwqwzollverein, l'unione doganale dei vari stati tedeschi, voluta da intellettuali e studenti liberali, come primo passo per quell'unione politica che però non riusciranno a realizzare nell'assemblea di mwraFrancoforte, conseguita sull'onda travolgente della rivoluzione europea del mwrq1848.

La spaccatura tra Grandi e Piccoli tedeschi, ma soprattutto il rifiuto dell'"avvelenato diadema" da parte del re di Prussia mwrwFederico Guglielmo IV farà sì che l'unità tedesca si raggiungerà "col ferro e col sangue" ad opera del "cancelliere di ferro" mwsaOtto von Bismarck. Unificazione raggiunta con "tre bagni di sangue" che segneranno il destino della futura Germania contrassegnata da un acceso mwsqnazionalismo, degenerazione della nazionalità.cite-ref-9[9]

Nel cosiddetto "biennio delle riforme" (mwtw1846 - mwua1847) in Italia, mwuqMassimo d'Azeglio progetterà, in contrapposizione ai metodi rivoluzionari della mwugsetta mazziniana (come dirà mwuwCavour, resa disperata dagli insuccessi), un'unità politica basata sulla forza dell'mwvaopinione pubblica che con "una congiura al chiaro giorno" costringerà i principi dei vari stati italiani ad ottenere una serie di mwvqriforme che mirano innanzitutto all'unità del mercato: abolizione di mwvgdazi e mwvwdogane, unità della mwwamoneta, unità di pesi e misure ecc. Solo in un non precisato futuro il mwwqre di Sardegna s'incaricherà del raggiungimento dell'unità politica italiana.

La nazionalità italiana fra storia e mito

Nella prima metà dell'Ottocento l'idea di nazione, si sviluppò con maggior vigore in quei paesi che non si erano ancora dotati di uno stato unitario, e cioè la Germania e l'Italia:

«Com'è ovvio, l'idea di nazione sarà particolarmente cara ai popoli non ancora politicamente uniti...quindi sarà soprattutto in Italia e Germania che l'idea nazionale troverà assertori entusiasti e continui... Italia e Germania terre classiche dunque, nella prima metà del secolo scorso, dell'idea di nazionalità.

»

In Italia, la necessità di coinvolgere le masse nella costruzione dello Stato, fece sviluppare, accanto a una storiografia critica, che cercava di mettere in luce gli elementi comuni del popolo, o dei popoli, che avevano condiviso uno stesso territorio per quasi tre millenni, e, sotto più di un aspetto, un destino comune, anche elaborazioni afferenti al campo della mwygmwywmitologia politica. Queste tendevano a "mitizzare" un sentimento di nazionalità còlto nel lontano passato della storia italiana che, vissuto magari inconsciamente, si sarebbe conservato fino all'età della riscossa nazionale contro lo straniero. Non mancano esempi, secondo numerosi ideologi imbevuti di miti mwzaromantici, di un sentimento nazionale italiano nella lontana storia passata: dalla mwzqdisfida di Barletta, di cui è protagonista il personaggio del romanzo dello stesso D'Azeglio: mwzgEttore Fieramosca, eroico difensore dell'orgoglio nazionale dei cavalieri italiani offesi dagli arroganti francesi, alla "guerra santa" di mwzwpapa Giulio II contro i francesi, fino al mw0aCarroccio e alla mw0qLega Lombarda contro i tedeschi e così via.

A tale proposito va detto che anche in altri paesi si svilupparono nell'mw0wOttocento miti e interpretazioni storiche acritiche o prive di fondamento che sovente sono sopravvissute fino ai nostri giorni: il mito romantico del primo Medioevo barbarico nei paesi di lingua tedesca, l'appropriazione del germanico mw1aCarlo Magno effettuata dai francesi e tesa ad esaltarlo come un grande sovrano francese, ecc. Per tornare all'Italia, il mito di una passata presunta coscienza nazionale italiana ("presunta", se diamo a tale termine un'accezione moderna), arriverà sino a mw1qUgo Foscolo e mw1gGiosuè Carducci, che esaltava l'eredità mw1wcomunale della Terza Italia, e, per certi aspetti, al mw2afascismo, che fonderà la gloria nazionale italiana su impossibili parallelismi fra la l'mw2qItalia del littorio e l'mw2gImpero romano.

L'unità nazionale italiana

La sofferta unità italiana sarà raggiunta non per una vasta partecipazione delle masse ma per una congiunta azione mw4qdiplomatica e militare per volontà di una mw4gmw4wélite borghese in ascesa economica e politica che sbandierava ideali patriottici e nazionali (come ovunque in Europa) e si presentava come portatrice di un rinnovamento civile di cui il padre Carmelo, commovente interlocutore del mw5agaribaldino mw5qGiuseppe Cesare Abbacite-ref-11[11], smascherava l'ipocrisia e che rifiutava perché "la libertà non è pane e la scuola nemmeno".

Espressione della consapevolezza della mancanza di una coscienza nazionale italiana la stessa famosa espressione di D'Azeglio: "L'Italia è fatta, bisogna ora fare gli italiani". E Cavour acutamente notava che in effetti neppure l'Italia era "fatta", poiché, diceva, almeno due Italie stanno a fronte. Un'Italia sulla via della mw6wrivoluzione industriale e una che i rappresentanti del nuovo Parlamento del Regno d'Italia affermavano quella essere Africa e non Italia. Un'"Africa" che forse valeva l'idea di abbandonare e tornare a separare dal nuovo stato.

Del resto il nuovo sovrano del Regno d'Italia aveva conservato il titolo dinastico sabaudo di mw7qVittorio Emanuele "secondo" e non assunto quello di "primo", come primo re d'Italia, quasi a voler mettere in risalto la volontà di apparire più come sovrano piemontese che italiano.

Nazionalità incosciente e volontaria

Dopo il mw8a1870 come nota lo storico mw8qFederico Chabodcite-ref-12[12] si sviluppa il dibattito tra italiani e tedeschi, che giustificano la recente annessione dell'mw9gAlsazia-mw9wLorena con la concezione della nazionalità incosciente che per caratteri naturali, come il "sangue" e il "suolo", appartiene fisicamente ad un popolo. Questa, sostenevano, è mw-aanteriore e mw-qsuperiore a ogni volontà di riconoscersi in una nazione. In questo modo in mw-gGermania cominciava a germogliare il seme del mw-wnazionalismo che avrebbe portato i suoi frutti nel mw-arazzismo e nell'mw-qantisemitismo del regime mw-gnazista.

Differentemente gli Italiani, ad eccezione del periodo del governo filo-tedesco di mwaqaFrancesco Crispi, sostenevano il principio della mwaqenazionalità volontaristica basata sul "voto dei popoli e la coscienza delle nazioni".cite-ref-ddft-7-1[7] Anche il filosofo francese mwaqyErnest Renan, nel 1882, sosteneva che la nazione "è un plebiscito di tutti i giorni"cite-ref-ddft-7-2[7], nel senso che si nutre di una volontà di coesione che viene messa continuamente alla prova, e non si può ridurre a mera identità geografica, religiosa, linguistica o etnica.cite-ref-13[13]

Nazionalità e nazionalismo

Con il mwareCongresso di Berlino nel mwari1878 si accentuano i contrasti mwarmimperialistici delle potenze europee e il sentimento di nazionalità degenera nel mwarqnazionalismo: come irrazionale volontà di potenza, di conquista territoriale ed economica, come diritto di ogni popolo di realizzare le sue possibilità di espansione vitale.cite-ref-14[14] Si aprirà così il baratro della mwarkprima guerra mondiale.

La nascita della nazionalità

Ma sarà proprio nelle trincee della Grande Guerra che il popolo cittadino e contadino delle varie e frantumate patrie italiane, dalle tante lingue e dalle molteplici storie, finalmente s'incontrerà e imparerà a conoscersi e a riconoscersi nella comunanza, non solo della sofferenza della guerra, ma dei problemi delle famiglie lasciate a casa, dell'accresciuta miseria che ha sempre travagliato la loro vita. Si formerà così il primo abbozzo di una coscienza nazionale italiana ma si continuerà a non capire questa guerra voluta dai "padroni" dove i fanti sono solo "carne da cannone". I rifiuti di obbedienza agli alti comandi e le diserzioni indicano nei soldati la formazione di una coscienza di classe che sta per tramutarsi in lotta di classe.cite-ref-15[15]

Finalmente dopo la mwasydisfatta di Caporetto, fallimento militare e politico di una rivoluzione abortita,cite-ref-16[16] è sulla linea del mwassPiave che prevarrà il sentimento nazionale italiano dei soldati, fino a pochi giorni prima gli invasori di un'altra nazione, che ora si battono per la difesa della propria terra invasa dallo straniero, della loro mwas4patria (finalmente questa parola avrà un senso per loro) che non vogliono sia più conquistata e divisa.

Note

cite-note-11. "Nazione" in mwatuEnciclopedia Treccani
cite-note-22. mwatkmwatotreccani.it, mwatshttps://www.treccani.it/vocabolario/nazionalitamwatw Titolo mancante per url mwat0url (aiuto).
cite-note-33. mwaummwauqaccademiadellacrusca.it, mwauuhttps://accademiadellacrusca.it/it/consulenza/sulla-distinzione-fra-nazionalit%C3%A0-e-cittadinanza/16149mwauy Titolo mancante per url mwaucurl (aiuto).
cite-note-44. Fonte principale: Antonio Desideri, mwau0Storia e storiografia, Ed. G. D'Anna, Vol. II pp.349 e sgg.
cite-note-55. Alessia Ceccarelli, mwaveDa patria a nazione in mwaviDizionario di Storia Treccani (2011) alla voce "Patria"
cite-note-66. mwavyOmnes nationes servitutem ferre possunt: nostra civitas non potest (Tutte le nazioni possono sopportare la servitù, il nostro popolo no) scrisse Cicerone. Cfr. Cicerone, mwavcmwavgPhilippicae, X, 20
cite-note-ddft-77. mwawa"Nazione" in mwawemwawiDizionario di filosofia Treccani (2009)
cite-note-88. mwawyAdolfo Omodeo, mwawcLa cultura francese nell'età della Restaurazione. Mondadori, Milano, 1946
cite-note-99. mwawsLadislao Mittner, mwawwStoria della letteratura tedesca, Einaudi, Torino, 1964
cite-note-101. mwaxaFederico Chabod, mwaxeL'idea di nazione, Roma-Bari, Laterza Ed., 1961 (citato da: Stuart Woolf, mwaxiIl nazionalismo in Europa, Milano, Edizioni Unicopli, 1994, p. 114)
cite-note-1111. In "Da Quarto al Volturno. Noterelle d'uno dei Mille"
cite-note-1212. In "L'idea di nazione" (Laterza, Bari, 1967
cite-note-1313. mwaxwSergio Luzzatto, mwax0Bersaglieri dell'Italia che non c'è., in mwax4Domenica Il Sole 24 Ore, 27 settembre 2009.
cite-note-1414. "Nazionalismo" in mwayiDizionario di Storia, Treccani, 2010
cite-note-1515. mwayymwaycmwaygmwaykmwayoLa Grande guerra: la partecipazione delle masse e la nascita di una nuova coscienza nazionale italianamways, su mwaywspkeynes.scuole.bo.it. mway0URL consultato il 19 gennaio 2014 mway4(archiviato dall'mway8url originale il 2 febbraio 2014).
cite-note-1616. Si fa qui riferimento all'interpretazione storiografica dello storico G. Lehner che in mwazmEconomia, politica e società nella prima guerra mondiale, (Messina-Firenze, 1973) vede nell'episodio di Caporetto l'occasione fallita di una rivoluzione popolare.

Bibliografia

• mwazcNazione e nazionalità: mwazgFederico Chabod: L'idea di nazione, Bari 1967
• mwazoCosmopolitismo: mwazsNorberto Bobbio, L'età dei diritti, Torino 1990, pp.mwazw 20–23.
• mwaz4La sollevazione spagnola antinapoleonica: H.A.L. Fisher: "Storia d'Europa" Bari 1955
• mwaaaIl Congresso di Vienna: mwaaeEric Hobsbawm: "Le rivoluzioni borghesi", Milano 1963
• mwaamIl nazionalismo tedesco: Ralph Flenley: "Storia della Germania dalla riforma ai giorni nostri", Milano 1965
• mwaauLa ritirata di Caporetto: mwaayGiancarlo Lehner: "Economia, Politica e Società dalla prima guerra mondiale", Messina Firenze 1973
• mwaagI soldati contadini nella Prima guerra mondiale: Maurice Crouzet: "Storia del Mondo contemporaneo", Firenze 1974
• Franco Catalano: "Storia e società nei secoli", Messina Firenze 1968
• mwaawCurzio Malaparte. mwaa0mwaa4La rivolta dei santi maledetti. Roma, La Rassegna Internazionale, 1921.

Voci correlate

• mwabiCittadinanza
• mwabgNazione

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Collegamenti esterni

• citerefbritannica-com(EN) nationality, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwacmIl termine nazionalità: mwacqNazionalità
• mwacyFederico Guglielmo IV di Prussiamwacc : mwacgIl '48 nell'area tedesca